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Spotify Ads: come funziona la pubblicità su Spotify

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Articolo aggiornato il 9 Marzo 2026

C’è un canale pubblicitario che molti brand e aziende ancora ignorano, e nel farlo si perdono qualcosa di importante. Stiamo parlando di Spotify Ads, la piattaforma pubblicitaria di Spotify, che negli ultimi anni è cresciuta enormemente, sia in termini di utenti raggiungibili che di strumenti a disposizione degli inserzionisti.

Ma perché Spotify è così interessante per chi fa marketing? Semplice: è il posto dove le persone vanno quando vogliono staccare, o al contrario per ritrovare il focus o per il proprio tempo libero. 

Non scorrono il feed distrattamente, non sono bombardati da notifiche. Stanno ascoltando musica o podcast, spesso con le cuffie, concentrati o rilassati. 

Questo si traduce in un livello di attenzione verso gli annunci che è il doppio rispetto ai social media. Trovi un approfondimento sul tema in questo report di Spotify.

Insomma: se il tuo pubblico usa Spotify, e probabilmente lo usa, c’è una bella opportunità che stai lasciando sul tavolo. 

In questa guida ti spieghiamo tutto quello che devi sapere per iniziare: dalla piattaforma ai formati, dal targeting ai costi, fino ai risultati concreti di chi l’ha già usata.

Spotify Ads Manager: la piattaforma per gestire le campagne

Il punto d’accesso per fare pubblicità su Spotify è Spotify Ads Manager, lo strumento self-service della piattaforma. Funziona in modo abbastanza simile agli altri gestori di inserzioni che conosci: crei un account, imposti la campagna, scegli il formato, definisci il target e il budget, e lanci.

Per iniziare, dovrai configurare il tuo account con un indirizzo di fatturazione valido, la partita IVA  e un metodo di pagamento abilitato per le transazioni online con 3D Secure.

Una volta dentro, puoi scegliere tra diversi obiettivi di campagna in base a cosa vuoi ottenere: copertura, impression, clic, visualizzazioni video, ascolti (utile per chi vuole promuovere un podcast), installazioni di app e traffico al sito web

obiettivi campagna spotify ads

La flessibilità è uno dei punti di forza della piattaforma, perché ti consente di adattare la strategia di marketing alle tue reali priorità di business.

I formati pubblicitari disponibili su Spotify

Spotify offre una gamma di formati diversificata, pensata per raggiungere l’utente sia quando sta guardando lo schermo che quando il telefono è in tasca. Vediamoli tutti.

Annunci audio

È il formato più classico e più usato. Gli annunci audio vengono trasmessi tra un brano e l’altro, in un contesto “no-swipe, no-scroll“: l’utente che non ha Spotify a pagamento non può ignorarli o saltarli, il che garantisce un’esposizione completa al messaggio.

Dal punto di vista tecnico, l’annuncio è composto da un file audio (WAV, MP3 o OGG) di massimo 30 secondi, abbastanza per dire qualcosa di significativo, non troppo da annoiare, con dimensione massima di 1 MB, accompagnato da un’immagine complementare in formato JPEG o PNG. 

Se non hai un audio già pronto, nessun problema: Spotify offre gratuitamente un servizio di produzione. Ti basta fornire il testo del copione, scegliere il sesso e la fascia d’età del doppiatore (giovane, di mezza età, adulto) e selezionare la musica di background dalla libreria interna di Ads Manager. Il team di Spotify farà il resto, senza costi aggiuntivi.

Questi sono alcuni dei risultati che abbiamo raggiunto con un formato audio e un obiettivo traffico al sito. Il brand ha raggiunto oltre 105.000 utenti unici con più di 128.000 impressioni, registrando un tasso di completamento del 94,31% e un CTR dello 0,5%, superiore ai benchmark medi di settore per gli annunci audio su Spotify.

Numeri che confermano quanto questo formato, se ben costruito, riesca a coinvolgere l’utente fino in fondo.

risultati campagne spotify ads

Canvas for advertisers

Disponibile esclusivamente su Ads Manager, il Canvas for advertisers ti consente di abbinare all’audio una creatività visiva a schermo intero un’immagine statica o un video in loop da 3-8 secondi, che viene mostrata quando l’app è in primo piano sul dispositivo dell’utente.

Il formato è 9:16 (verticale, come le Story di Instagram o i video TikTok), con risoluzione da 720 a 1080 px. Puoi usare immagini in JPG o PNG, oppure video in MP4 o MOV. 

È uno strumento efficace per aumentare l’engagement senza costi aggiuntivi rispetto all’annuncio audio di base.

Annunci video

Gli annunci video su Spotify si attivano quando l’utente sta guardando attivamente lo schermo. Esistono due varianti principali.

Il Video Takeover appare mentre l’utente sfoglia il catalogo musicale. Ha la stessa durata massima degli annunci audio (30 secondi) ed è accompagnato da un banner complementare con CTA. Tecnicamente, il file deve essere in formato MOV o MP4 (max 500 MB), con risoluzione 9:16 per mobile o 16:9 per desktop.

L’Opt In Video è un formato più recente e particolarmente interessante: compare nella schermata “Now Playing” quando l’app è in primo piano. L’utente vede l’annuncio mentre il brano è in pausa tra la schermata di ascolto. 

Per le creatività video, le best practice di Spotify suggeriscono di aggiungere sempre la musica di sottofondo (aumenta awareness e familiarità), usare testo in sovraimpressione per più del 50% dei frame, scegliere l’orientamento verticale per i dispositivi mobili, ripetere il nome del brand fino a 4 volte e includere sempre una CTA.

Annunci display (In-feed)

Sono i banner che appaiono nell’interfaccia dell’app quando l’utente naviga nella sezione Search o altrove. 

Meno immersivi degli altri formati, ma utili per aumentare la visibilità del brand in modo complementare.

Anche sul fronte display i numeri parlano chiaro. In una campagna con obiettivo traffico al sito, il formato ci ha permesso di raggiungere oltre 213.000 utenti unici con quasi 403.000 impressioni, generando più di 4.000 click e un CTR dello 0,99%, praticamente il doppio rispetto ai benchmark medi di settore per gli annunci display su Spotify. 

La frequency di 1,89 indica inoltre che ogni utente è stato esposto all’annuncio quasi due volte in media, contribuendo a rafforzare la familiarità con il brand.

metriche campagne spotify ads

Il targeting: raggiungere le persone giuste al momento giusto

Questo vuol dire che puoi parlare alle persone nel contesto più pertinente per il tuo messaggio. Un brand di integratori che vuole intercettare chi si allena? Un’agenzia di viaggi che vuole raggiungere chi ascolta musica rilassante nel weekend? Su Spotify puoi farlo.

Tra le opzioni di targeting disponibili ci sono anche il targeting per interessi (sport, cucina, tecnologia, lifestyle, ecc.), il targeting per genere musicale, i segmenti di pubblico personalizzati, e i pubblici simili basati sui tuoi clienti esistenti. 

È disponibile anche il Targeting dei Fan, novità recente che permette di raggiungere gli ascoltatori di artisti specifici, un’opportunità straordinaria per chi vuole parlare a un pubblico molto definito culturalmente.

Spotify Ads e i podcast: una combinazione potente

C’è un aspetto di Spotify Advertising che spesso viene sottovalutato: la possibilità di inserire annunci anche all’interno dei podcast

Con oltre 2 milioni di podcast disponibili sulla piattaforma, si tratta di un inventario enorme e di un pubblico particolarmente coinvolto.

Per fare pubblicità sui podcast, il flusso è semplice: costruisci la campagna su Ads Manager, scegli le categorie di podcast in linea con il tuo brand, definisci il targeting per età, genere e posizione, usa un audio esistente oppure crealo gratis con Spotify, e monitori i risultati in tempo reale!

Quanto costa fare pubblicità su Spotify?

Il budget minimo per attivare una campagna su Spotify Ads Manager è di soli 15€, il che rende la piattaforma accessibile anche a realtà piccole o a chi vuole semplicemente fare un test prima di scalare l’investimento. 

Puoi impostare il budget in base alla durata e agli obiettivi della campagna, con un sistema ad aste che ti permette di definire il CPM massimo (costo per mille impression) che sei disposto a pagare.

Se la campagna non dovesse dare i risultati sperati, puoi modificarla o interromperla in qualsiasi momento, senza costi aggiuntivi rispetto al budget già speso.

Spotify Ads nel media mix: la potenza della sinergia tra canali

Uno degli aspetti più interessanti di Spotify Ads è il suo ruolo all’interno di una strategia pubblicitaria multicanale. Spotify non va visto come un canale isolato, ma come un tassello che si incastra perfettamente con gli altri strumenti del tuo media mix.

Pensa a come funziona nella pratica: un utente sente il tuo annuncio audio mentre è in palestra, con le cuffie, magari senza prestarci troppa attenzione consapevole. Il messaggio però entra comunque, il nome del brand, il tono di voce, forse uno slogan. 

Poi, qualche ora dopo, lo stesso utente naviga su Instagram o Google e si imbatte in un tuo annuncio display o video. Quella sensazione di familiarità che sente? Non è un caso. È l’effetto dell’esposizione precedente che lavora in silenzio.

Questo meccanismo ha una base scientifica ben documentata: si chiama mere exposure effect, e in sostanza dice che più veniamo esposti a qualcosa, anche senza accorgercene attivamente, più tendiamo a sviluppare un senso di familiarità e fiducia verso di esso. 

In pubblicità, questo si traduce in un aumento della propensione al click, alla considerazione e, alla fine, all’acquisto, quando l’utente incontra il brand su un canale più orientato alla performance.

Non a caso, i dati di Spotify confermano che le campagne multiformato, che combinano audio e video sulla stessa piattaforma, generano un aumento del 90% nel ricordo dell’annuncio e 2,2 volte più brand awareness rispetto alle campagne audio singole. 

Immagina ora di replicare questo effetto anche tra piattaforme diverse: Spotify che prepara il terreno, Meta Ads o Google Ads che raccolgono i frutti.

Non stai più parlando a uno sconosciuto, stai parlando a qualcuno che, anche inconsapevolmente, ti conosce già.

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